Obiettivi

Nel 2005 si celebrano i dieci anni dalla firma della Convenzione fra la Provincia di Ravenna e il Ministero Giustizia per l'avviamento e il funzionamento delle biblioteche in carcere a Ravenna, Rimini e Forlì.

Grazie a tale atto è stato possibile dare un primo assetto a raccolte di libri spesso affidate solo alla disponibilità di volontari e trasformarle in un servizio organizzato, con un catalogo e una registrazione dei prestiti, con attività collaterali di promozione della lettura e con l'addestramento di detenuti per l'espletamento di mansioni bibliotecniche.

Il 10 dicembre è la "Giornata mondiale dei Diritti Umani", in onore della Dichiarazione universale dei diritti umani sottoscritta dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948. Questo testo è oggi sottoposto ad una disamina critica, alla luce del dibattito tra universalismo e relativismo culturale, poiché si evidenzia il contesto "occidentale" nel quale è nato e si rileva lo scarto tra la norma universale e le sue applicazioni locali, spesso in stridente contrasto.
Ciò non elimina l'esigenza di individuare alcuni diritti universali che vanno tutelati pur nel riconoscimento delle diverse opzioni culturali.

Nel 1994 l'Unesco pubblicava il Manifesto sulle Biblioteche Pubbliche pubblicato dall'AIB (Associazione Italiana Biblioteche) nel 1995, che detta:

"I servizi della biblioteca pubblica sono forniti sulla base dell'uguaglianza di accesso per tutti, senza distinzione di età, razza, sesso, religione, nazionalità, lingua o condizione sociale. Servizi e materiali specifici devono essere forniti a quegli utenti che, per qualsiasi ragione, non abbiano la possibilità di utilizzare servizi e materiali ordinari, per esempio le minoranze linguistiche, le persone disabili, ricoverate in ospedale, detenute nelle carceri."

Gli SCOPI del Convegno sono plurimi:

  1. chiamare a confronto operatori e stakeholders su una delle istituzioni che lo Stato ritiene essenziale per la gestione della giustizia ma sulla quale non sempre è disposto ad investire nei termini previsti dal dettato costituzionale e precisamente nell'ottica del recupero dei detenuti;
  2. valutare se e quanto la biblioteca carceraria possa concorrere al reinserimento sociale, al superamento di situazioni di deprivazione culturale, alla sconfitta delle condizioni di emarginazione che sono terreno fertile per la delinquenza e la criminalità;
  3. entrare nello specifico delle tematiche inerenti la conduzione della biblioteca carceraria: quali libri, quali cataloghi, quali arredi, quale animazione, quale promozione della lettura, quali laboratori o momenti formativi possono coinvolgere i detenuti e farli diventare lettori desiderosi di informarsi e capaci di entrare in relazione con le tecniche di ricerca.

Questo progetto aderisce:

Marchio del progetto @lla tua biblioteca - italiano

Prison libraries is

Marchio del progetto @yourlibrary - inglese